venerdì 22 aprile 2011

Intro

Con l'espressione "Te pozzi cecà" , ovvero " che potessi restar cieco", gli abitanti del Cicolano (territorio laziale che comprende la valle del Salto e arriva fino alla Marsica), sono soliti salutare scherzosamente gli amici e i conoscenti, esprimendo così un profondo sentimento di stima e rispetto. Altre espressioni di benevolenza possono essere "pozzi crepà" ( potessi morire malamente), "pozzi fà nu vommeco è sangue" (che potessi avere forti conati seguiti da abbondante emorragia ematica) e un pittoresco "te pozza scoppà nu furmine n'capu" ( potessi venir bersagliato da un fulmine). Ho deciso di chiamare così, con una di queste colorite frasi un blog che vuole partire da un serio presupposto: non c'è bisogno di andare ad esplorare la giungla del Borneo, finire in Africa o penetrare nel cuore dell'Amazzonia per cercare nuove tribù dove la civiltà non è ancora arrivata. Basta semplicemente prendere la macchina o la "corriera" , ovvero il pullman Cotral, percorrere la A24 ed imboccare l'uscita Valle del Salto. Da lì in poi si aprirà un modo sconosciuto popolato da autoctoni che, per usi e costumi assurdi, non hanno nulla da invidiare ai Kaiowa , agli Zulu ai Daiacchi o alle popolazioni aliene incontrate dal capitano Kirk durante i suoi viaggi interstellari.

Giudicate dai seguenti video se ci sono sostanziali differenze antropologiche.

Danza tribale degli Zulu - Kwazulu Natal - Sud Africa





Danza tribale dei Corvaresi - Corvaro - Cicolano

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